Friday, July 28, 2006

«Lip and tremble, buona la prima»

Tutti i giovani musicisti di talento, da che si ricordi, alla loro prima prova del fuoco hanno messo in mostra un pregio e due difetti. Il pregio: la freschezza, il promettente scintillare di qualità in procinto di affermarsi. I difetti: la dipendenza dai modelli e una certa debolezza nell’amministrare le proprie risorse. Anche i Gleam, giovane gruppo rock bresciano, non sembrano sfuggire alla regola e anzi il loro primo album, «Lip and tremble», ne è efficace dimostrazione. Cantato in inglese, su testi della voce del gruppo Andrea Salerni, «Lip and tremble» è un collage di suggestioni e atmosfere divergenti, il cui collante è proprio la musica, straordinariamente omogenea nelle undici tracce dell’album. Il sound ha una chiara fonte d’ispirazione – gli U2 – ma se è vero che il modello getta la sua ombra quasi su ogni brano, è altrettanto vero che in molti passaggi emergono i segni di una personalità promettente, soprattutto negli interludi strumentali che echeggiano certo progressive rock.
L’entusiasmo esecutivo del gruppo produce talvolta confusione, come nell’inconcludente "If", talvolta ridondanza – "Once Purple" – , ma più spesso genuina emozione, ed è il caso del pezzo che dà il titolo all’album, di gran lunga il più equilibrato e convincente. Le melodie semplici e incisive, la cura per la tecnica strumentale, soprattutto delle chitarre, sono ulteriori titoli di merito che autorizzano all’ottimismo per il futuro della band.

Andrea Faini
Giornale di Brescia

Tuesday, June 13, 2006

Il parere di "MUSICSQUARE"

C’è qualcosa che riporta indietro nel tempo in questi Gleam, formazione attiva da quasi un lustro e autrice di songs in stile progressive rock (con richiami a grandi nomi quali Doors e Pink Floyd), in breve qualcosa che riporta alle grandi gesta di uno Stevie Ray Vaughan o un Jimi Hendrix alle chitarre o di un Roger “Syd” Barrett degli immortali Pink Floyd alla voce.

Buona tutta la produzione in generale del lavoro, molto curata e senza grosse lacune che possano andare ad intaccare il risultato finale, suoni chiari e precisi per tutta la durata del lavoro, che va a sfiorare il giro completo della lancetta piccola dell’orologio.

Molteplici gli usi più disparati di effetti sulle chitarre come in “Seven”, pezzo arrangiato molto bene e che fila via liscio come l’olio, nella quale è presente una chitarra di Filippo Piazza molto effettata, con un delay prorompente che amalgama il risultato finale.

Buono anche l’esperimento in stile più Duran Duran della seguente “Genetically rock”, che contribuisce al rinforzo della definizione “progressive” per la musica dei bresciani Gleam.



La lingua usata per la stesura degli articolati testi è l’inglese, ma leggo che la band ha in cantiere qualche pezzo cantato nella nostra tanto bistrattata lingua madre. Sarebbe una svolta sicuramente forte e che porterebbe la band ad essere seguita da un pubblico che invece di espandersi nel mondo (perché no?!), si limiterebbe alla sola penisola dello stivale… Consiglio di mantenere l’attitudine internazionale con la lingua inglese, dato che mi sembra anche di sentire una discreta pronuncia che non snatura il lessico d’oltremanica.

Attitudine e look da bravi ragazzi contribuiscono a fare dei Gleam una band che, con questo genere, può riuscire a fare qualcosa di importante nella scena nazionale, soprattutto spinti da brani del calibro della classica (ma d’effetto) “On the way to Ames”, oppure l’intensa “Light brown” (molto apprezzabile l’assolo e la sezione ritmica a cura del batterista Carlo Colombini, anche seconda voce, e del bassista Davide Gozio, tessitore di lunghi intrecci di note poste a marcare gli ottavi).

Non mancano i momenti più struggenti come ”If”, song che riporta a un David Bowie anni 80 come atmosfere, molto eteree, condite da melodie vocali del buon Andrea Salerni che vediamo impegnato anche alla tastiera e alla chitarra, quindi probabilmente autore anche di alcuni validi assoli che ho già ricordato in precedenza.

Buona prova, stravolgete ancora gli arrangiament dei prossimi pezzi e ne verrà fuori davvero qualcosa di ancora più nuovo, fresco e valido!

Voto: 8/10
www.gleamstation.com
gleambox@gmail.com

da http://www.musicsquare.it/?p=1132

Friday, May 26, 2006

I Gleam e la musica delle contaminazioni

"BRESCIAOGGI"

«Lip and tremble» è il titolo del primo album, dopo i due precedenti demo autoprodotti .

I Gleam e la musica delle contaminazioni.

Undici canzoni per 58 minuti sospesi fra pop e psichedelia, con testi in inglese.

Il loro suono è un po’ progressive, molto psichedelico, assolutamente senza tempo. Un blues fiero delle sue contaminazioni e aperto alle influenze più svariate. L’anima rock dei Gleam. Nati nel 2002 a Brescia, Andrea Salerni (voce, chitarra, piano, tastiere), Carlo Colombini (batteria), Filippo Piazza (chitarra) e Davide Gozio (basso) hanno fatto il salto di qualità dopo i demo autoprodotti incisi fino al febbraio 2005 (Paiza - The story so far volume 1 e 2, The big G - four songs demo).

Il punto di svolta è il primo album, «Lip and tremble»: 11 canzoni per 58 minuti sospesi fra pop e psichedelia. Testi in inglese (scritti da Salerni), attitudine live già rodata (in curriculum un concerto al Rolling Stone di Milano e la vittoria nella fase provinciale dell’Emergenza Festival).

Si comincia con il brano che dà il titolo al disco. «Lip and tremble» è un apripista di carattere. Svela subito la predilezione per un sound d’annata. Come se Doors e Cream non fossero mai passati di moda (e in effetti, a ben vedere, così è). Come se i ’60 fossero adesso. Il ventesimo secolo, l’era del rock, fa proseliti senza guardare alla carta di identità.

I Gleam hanno studiato la storia, ma non sono prevedibili e vivono nel presente. «Once purple» ha un respiro moderno, una complessità invidiabile. Si pone a metà del guado: può piacere ai fan dei Coldplay e di Mike Oldfield, ai poppettari e ai trendisti.

«Seven» sfiora i 7 minuti di durata: parte lento, cresce piano, tradisce l’amore per U2 e affini. Evidente l’omaggio al composito stile chitarristico di The Edge. Malinconia alla Verve che lascia subito il posto all’energia AcDc di «Genetically Rock». Il nome dice tutto.

L’album cresce quando le idee si intrecciano senza ostacolarsi. Emoziona e intriga «Halo», affresco onirico che richiama la new wave italiana più introversa e seminale. Ma riecco uno spirito hendrixiano nei riff giocosi di «Daily news».

Ai Gleam piace rockeggiare. «On the way to Ames» è una prova lampante: chitarra ipnotica, melodia ossessiva. Altro picco dell’album. «Escape blues» è una parentesi rilassante prima dell’ennesimo rock corposo e grintoso, «Light brown». Il ritornello di «If» non fa presa, mentre «Z conversation» conquista fin dalle prime note con la sua luminosa dolcezza.

Per ulteriori informazioni sull’attività della band: www.gleamstation.com oppure gleambox@gmail.com.

Gian Paolo Laffranchi

Friday, May 19, 2006

Lip and Tremble (Sensazioni da SulPalco.com)

Siamo nel Dicembre del 2005 quando esce "Lip and Tremble", album d'esordio autoprodotto dalla band bresciana "Gleam". L'album era comunque preceduto da ben tre demo, tutti autoprodotti: "Paiza - the story so far Vol. 1"(2003), "Paiza-the story so far Vol 2" (2004) e "the big G - four songs demo" (2005).
Dopo tre anni dalla nascita del gruppo, i Gleam ci presentano un disco che spazia dal rock blues fino al progressive rock, non per niente le influenze della band vanno da Jimi Hendrix e Steve Ray Vaughan alle atmosfere più alienanti dei Pink Floyd e di Mike Oldfield.
Undici i brani per quasi un'ora di rock. Nonostante le songs siano il riflesso degli ambienti in cui il gruppo ha vissuto la sua musicalità, non mancano di originalità e di spessore, anzi, dimostrano come la band sia riuscita a mescolare il grande passato del rock con la personalità di ogni componente.
Ottima la performance della voce di Andrea Salerni, che si accompagna alla tastiera con dei magnifici suoni alla Deep Purple. Buona anche la scelta sonora delle chitarre, mai pretenziose o fuori luogo. La band ha alle spalle anche una notevole attività live, che riprenderà questa primavera per promuovere il disco, quindi non ci resta che aspettare le date! Intanto auguriamo al gruppo di trovare la produzione per LIP AND TREMBLE. Visitate: www.gleamstation.com

Elisabetta (collaboratrice SulPalco.com)

Lip and Tremble by GLEAM
Tracklist:

(articolo originale: http://www.sulpalco.com/articoli/articolo.php?id=271 e http://musichero.it/notizie/1215/)