Tuesday, June 13, 2006

Il parere di "MUSICSQUARE"

C’è qualcosa che riporta indietro nel tempo in questi Gleam, formazione attiva da quasi un lustro e autrice di songs in stile progressive rock (con richiami a grandi nomi quali Doors e Pink Floyd), in breve qualcosa che riporta alle grandi gesta di uno Stevie Ray Vaughan o un Jimi Hendrix alle chitarre o di un Roger “Syd” Barrett degli immortali Pink Floyd alla voce.

Buona tutta la produzione in generale del lavoro, molto curata e senza grosse lacune che possano andare ad intaccare il risultato finale, suoni chiari e precisi per tutta la durata del lavoro, che va a sfiorare il giro completo della lancetta piccola dell’orologio.

Molteplici gli usi più disparati di effetti sulle chitarre come in “Seven”, pezzo arrangiato molto bene e che fila via liscio come l’olio, nella quale è presente una chitarra di Filippo Piazza molto effettata, con un delay prorompente che amalgama il risultato finale.

Buono anche l’esperimento in stile più Duran Duran della seguente “Genetically rock”, che contribuisce al rinforzo della definizione “progressive” per la musica dei bresciani Gleam.



La lingua usata per la stesura degli articolati testi è l’inglese, ma leggo che la band ha in cantiere qualche pezzo cantato nella nostra tanto bistrattata lingua madre. Sarebbe una svolta sicuramente forte e che porterebbe la band ad essere seguita da un pubblico che invece di espandersi nel mondo (perché no?!), si limiterebbe alla sola penisola dello stivale… Consiglio di mantenere l’attitudine internazionale con la lingua inglese, dato che mi sembra anche di sentire una discreta pronuncia che non snatura il lessico d’oltremanica.

Attitudine e look da bravi ragazzi contribuiscono a fare dei Gleam una band che, con questo genere, può riuscire a fare qualcosa di importante nella scena nazionale, soprattutto spinti da brani del calibro della classica (ma d’effetto) “On the way to Ames”, oppure l’intensa “Light brown” (molto apprezzabile l’assolo e la sezione ritmica a cura del batterista Carlo Colombini, anche seconda voce, e del bassista Davide Gozio, tessitore di lunghi intrecci di note poste a marcare gli ottavi).

Non mancano i momenti più struggenti come ”If”, song che riporta a un David Bowie anni 80 come atmosfere, molto eteree, condite da melodie vocali del buon Andrea Salerni che vediamo impegnato anche alla tastiera e alla chitarra, quindi probabilmente autore anche di alcuni validi assoli che ho già ricordato in precedenza.

Buona prova, stravolgete ancora gli arrangiament dei prossimi pezzi e ne verrà fuori davvero qualcosa di ancora più nuovo, fresco e valido!

Voto: 8/10
www.gleamstation.com
gleambox@gmail.com

da http://www.musicsquare.it/?p=1132