Friday, July 28, 2006

«Lip and tremble, buona la prima»

Tutti i giovani musicisti di talento, da che si ricordi, alla loro prima prova del fuoco hanno messo in mostra un pregio e due difetti. Il pregio: la freschezza, il promettente scintillare di qualità in procinto di affermarsi. I difetti: la dipendenza dai modelli e una certa debolezza nell’amministrare le proprie risorse. Anche i Gleam, giovane gruppo rock bresciano, non sembrano sfuggire alla regola e anzi il loro primo album, «Lip and tremble», ne è efficace dimostrazione. Cantato in inglese, su testi della voce del gruppo Andrea Salerni, «Lip and tremble» è un collage di suggestioni e atmosfere divergenti, il cui collante è proprio la musica, straordinariamente omogenea nelle undici tracce dell’album. Il sound ha una chiara fonte d’ispirazione – gli U2 – ma se è vero che il modello getta la sua ombra quasi su ogni brano, è altrettanto vero che in molti passaggi emergono i segni di una personalità promettente, soprattutto negli interludi strumentali che echeggiano certo progressive rock.
L’entusiasmo esecutivo del gruppo produce talvolta confusione, come nell’inconcludente "If", talvolta ridondanza – "Once Purple" – , ma più spesso genuina emozione, ed è il caso del pezzo che dà il titolo all’album, di gran lunga il più equilibrato e convincente. Le melodie semplici e incisive, la cura per la tecnica strumentale, soprattutto delle chitarre, sono ulteriori titoli di merito che autorizzano all’ottimismo per il futuro della band.

Andrea Faini
Giornale di Brescia