Saturday, January 30, 2010

Il nostro diavolo custode - Our devil guardian

(ITA - ENG follows)
La fase di composizione delle canzoni del nuovo album è terminata. Dave Pàiza ed io stiamo provando i pezzi in queste settimane. Nel corso del prossimo mese i pezzi verranno affinati per quanto riguarda le sonorità da dare (soprattutto alle chitarre) e per fissare i passaggi più delicati.

Rehearsing Dave
La sala prove è gentilmente concessa dal nostro diavolo custode Andrea Gipponi, che ci ha di recente dotati di un'efficacissima stufa. Dave Pàiza, pur partendo da un'indole febbrilmente rock dalla nascita, è piuttosto sensibile al freddo quando si tratta di zompettare bolso e ispirato sulle corde del suo basso. Regolarmente le prove sono precedute da una fase di riscaldamento dita durante la quale Dave si accuccia di fianco all'abbraccio elettricamente caloroso della stufa di Gippo. Poi solitamente mormora qualcosa, dispone stracci di spartiti antichi e ormai sorpassati sulla custodia del suo basso, non li guarda, e parte a suonare a memoria - non so come faccia, io dimentico costantemente parole ed accordi.
Il mio piano risulta particolarmente azzeccato su alcuni pezzi in cui il suo tema costituisce un'ossatura armonica, per tutti gli altri funge da apprezzatissimo metronomo; apprezzatissimo ma a tratti odiatissimo, a seconda di quanto ci sentiamo ligi agli ordini ritmici del beep.
Juliette, la mia lussuriosa chitarra di Santa Monica Boulevard, si sente ultimamente in soggezione e anche un po' insoddisfatta. Questo perchè Voxy Lady, il mio amplificatore, è rimasto molto indietro nella definizione dei suoni. Però un suono c'è, è definito e completo, è pulito e affilato, in qualche modo ricorda il pulito usato a suo tempo in "If" e Juliette ci si diverte senza freni.

Dal fronte bellico della sala prove più creativa di via Achille Papa (come se ce ne fossero molte...), armonici saluti.

(ENG)
The composition phase for the songs of the new album is through. Dave Pàiza and I are rehearsing during these weeks. By the end of the next month all songs will be polished as far as sound design (particularly on guitars) and adjustments of the most delicate parts are concerned.
Rehearsals are held in a former renovated garage which was gently provided by our guardian devil Andrea Gipponi, who recently spoiled us with an extremely effective electric fire. Dave Pàiza, although made of a feverishly born rock nature, is rather sensitive to cold temperatures when it comes to an inspired slow hopping on his bass guitar strings. Rehearsals are regularly preceded by a finger-warm up step during which Dave crouches beside the electrically warm embrace of Gippo's electric fire. Then, he usually mumbles something, sets ancient fatigued and surpassed music papers on his bass guitar case, never looks at them, and begins playing by heart - I don't know how he does that, I keep on forgetting lyrics and chords.
My piano appears to be pretty dead right on some tunes which his theme consitutes the harmonic structure of, while it functions as a mostly appreciated metronome on all the others; appreciated but at times hated, depending on how much we feel abiding the beep's rhythmical orders.
Juliette, my dissolute Santa Monica Boulevard guitar lately feels in a bit of a subjection and kind of dissatisfied. That's because Voxy Lady, my amp, got left behind in the sound making process. Still, one sound is there, it's defined and complete, it's clean and sharp, in a way it recalls the clean one used back in the days for "If" and Juliette enjoys herself a great deal with it.

From the musical battlefront of the most creative rehearsal room of via Achille Papa (like there were many...), harmonic greetings.