Saturday, November 5, 2011

SEVEN Radio Edit (o "Il Moncherino di Seven")

(ITA - ENG follows)
E mettiamo in rete 'sta Seven "Radio Edit" version... è stata in panchina per un po', adesso un bel sonoro "Kissenefrega!!" convinto e facciamo scaricare aggratis questo monkerinoh di canzone.


Per aggiungere una breve descrizione, si tratta di un grezzo stupro di una canzone di 6 minuti abbondanti ad opera di una delle solite radio(line) atteggiate che se superi i 3:30 con un pezzo ti denunciano per rischio di eccesso di concetti. L'unica cosa in cui è migliorata la canzone originale è senza dubbio il processo di Mastering: ovvero il volume è più alto.

Mah, a me i tagli selvaggi non convincono mai. Ok, quella originale era prolissa, se ne può parlare, ma una via di mezzo forse era più indicata... roba vecchia, chìssene.

(ENG)
Oggi voglia zero di tradurre.

SEVEN Radio Edit Version,
it's shorter than the original,
it plays louder,
I just don't like it

Wednesday, October 19, 2011

A Lady Psyché review from UK

(ENG - ITA follows)
GLEAM are an interesting duo in their way, swinging from broad pop-rock choruses which wouldn’t be out of place on a U2 or ToTo album (please contain your vomit, chipmunk-like*, in your cheeks for the moment) to Jarvis Cocker mumble-verses, angular Talking Heads-esque breaks, and Zeppelin-like drum-drum-tumbles. (Yes, you can swallow that chunky vomit back down now, save it for another time**).

This Italian duo do their best to make the most out of listening to too much grunge when they were younger. Yet Lady Psyché And Her Heart Mechanix suffers from obligatory soaring vocal movements and a little bit too much of School of Rock’s school of plumbing*** (hint: it involves the kitchen sink). It would be more than enough to shuffle along with a mumble and a whisper and then thunder out the guitar-line.

Wednesday, October 5, 2011

END POLIO NOW (Rotary International) - Music by GLEAM

Dal Giornale di Brescia (5 ottobre 2011)

(ITA - ENG follows)
Articolo completo:
Un video e una canzone contro la poliomielite. Succede a Roma, grazie al Rotary International, ma gli artisti coinvolti sono tutti bresciani: il regista del video - "End Polio Now" il titolo, identico a quello dell'iniziativa che nel febbraio 2011 tra Palazzo Poli e la Fontana di Trevi ha visto impegnati testimonial come Roberto Giacobbo e Maria Grazia Cucinotta - è Ermanno Guida, che ha di recente lavorato al film "Et in terra pax"; la canzone e colonna sonora del video è dei GLEAM, singolare compagine rock della nostra città.
Il brano in questione si intitola Frantic touches, lucid dreams e fa parte di “Lady Psyché and her Heart Mechanix”, seconda prova discografica del gruppo. Passati quattro anni dal precedente “Lip and tremble”, in cui erano emerse dipendenza da modelli ma anche nuove idee e tanta voglia di distinguersi, il nuovo album è sbocciato dai viaggi dei GLEAM tra Stati Uniti, Africa, Regno Unito e Irlanda, tappe di vita diventate avventura creativa. Riannodati i fili dell’intesa musicale, Andrea Salerni – voce, chitarrista e tastierista del gruppo – e il bassista Davide Gozio, con le batterie incise da Andrea Perini, hanno registrato sotto la supervisione di Andrea Gipponi dieci tracce originali cantate in inglese, spumeggiante vortice di esperienze e sperimentazioni.

Monday, October 3, 2011

Interview by "When the music is over"


This duo decided to be fully exhaustive and told us everything about the project ‘GLEAM’, so I guess there is not introduction needed, just taste the album ’Lady Psyché and her Heart Mechanix’ via bandcamp and go under the cut to get to know them:



Introduce the band to somebody who’s never heard of you:

We’re a duo and played together for about 7 years, we started from being a cover band then found out nothing’s more satisfying than bringing a new song into being, then another, then another. That’s what we do, just try to sum up feelings in melodic locutions aiming first for something predictable in order to change it right away into “the second idea”; in other words, once we get to the first idea (the one that comes natural when attempting to jot something down), that’s systematically eliminated to leave proper room for the second idea, which unfailingly turns out to be more interesting; and that second invention is what we once called “The Gleam” and that eventually kind of helps to avoid writing something that’s been already heard – or at least that’s the purpose. We never look for a pre-determined genre: first comes the message, then the mood, later the choice between indie, alternative, blues, new wave, weird stuff, space, british and whatever else style of rock/pop that better fits the lyrics.

Monday, September 12, 2011

"Tenebrosi ma, allo stesso tempo, onirici": Il parere di "Saltinaria.it"

(ITA - ENG follows)
Tenebrosi ma, allo stesso tempo, onirici: questa è la descrizione pefetta per “Lady Psyché And Her Heart Mechanix”, nuovo album dei GLEAM, duo bresciano dietro il quale si celano Andrea Salerni e Davide Gozio.

L’atmosfera si addensa leggera e suadente tra sensazioni anni ottanta morbide e generazionali e soluzioni che grandi hanno fatto gli anni novanta; ecco che il viaggio che i GLEAM propongono sembra toccare varie coste: la new wave più personale e introspettiva, un certo sentimento dark decadente, il grunge più romantico e sentimentale, attenti a non perdere di vista il senso del percorso tracciato all’inizio del discorso.

Funziona molto la voce di Andrea Salerni: profonda, convincente, vera, mai banale; i brani si susseguono senza intoppi, testimoniando un bisogno espressivo reale e sentito.


Brani come “Blond Purslane”, “Sugarless” e “Souls of Africa” mi convincono particolarmente per la capacità dei due di riformulare il tutto verso una chiave espressiva non innovativa, ma personale: una sorta di collage emotivo fedele al sentire quotidiano del duo.

Credo che su questo lavoro si possano costruire le fondamenta di un futuro importante, peccato che l’album non sia sempre impeccabile dal punto di vista della produzione, una maggiore attenzione avrebbe giovato notevolmente al percorso tracciato dai GLEAM.

Per il momento ci siamo: da qualche parte bisogna pur cominciare, e la loro partenza non è certo da buttare via!

TRACKLIST:
1. Berber Dance
2. Feeling Lazy
3. Out Of Sync
4. Blond Purslane
5. Arrogance
6. Frantic Touches, Lucid Dreams
7. Sugarless
8. Souls Of Africa
9. Awful Voter
10. Twentynine Palms

GLEAM sono:
Andrea Salerni: voce, chitarra, piano
Davide Gozio: basso

Articolo di: Giuseppe Gioia
Grazie a: Gleam
Sul web: www.gleamstation.com - www.myspace.com/gleamstation



Monday, September 5, 2011

CRITICA ALLA CRITICA: la nostra risposta alla recensione di "Extra! Music Magazine"

Alle recensioni non si deve rispondere. Che siano negative o positive. E infatti non abbiamo mai risposto prima di oggi. Quando gli errori, le inesattezze, le follie di spelling sono numerose e quando ci vengono messe in bocca frasi che non abbiamo mai dichiarato, crediamo che sia doveroso scrivere delle precisazioni, per evitare di far credere agli sventurati che si trovino a leggere la recensione in oggetto che siamo d’accordo con quanto scritto e che quanto scritto riflette ciò che siamo.
Tradotto in sintesi: quando è troppo, è troppo.
Abbiamo sempre pubblicato tutto, anche le recensioni negative (e ci mancherebbe). Le recensioni più utili sono quelle negative; quelle positive e osannanti sono di grande soddisfazione ma di scarsissima utilità – non si impara niente dagli elogi. Desideriamo pubblicare comunque una recensione (del 26 agosto) non di certo buona, ma in più commenteremo nel merito l'analisi di Extra! Music Magazine e in particolare della sua autrice Martina Consoli.

Il titolo della recensione pubblicata è il seguente:
Gleam
Lady Psichè and Her Heart Machine
2011
CD autoprodotto
Martina Consoli
Già il titolo della recensione mostra uno spelling imbarazzante, oserei dire irrispettoso nei confronti di chi sceglie di battezzare un album in un determinato modo. Dietro ai titoli di canzoni e raccolte di canzoni c'è un ragionamento – c’è qualcuno che ha investito del tempo per concepire un’idea. Chi storpia titoli (per qualsiasi motivo, mai sufficientemente importante), storpia i ragionamenti, quindi i concetti; e vale tanto per i "Pearl Jam" (che essendo famosi meritano rispetto) quanto per gli "Sfigati Emergenti Sig Nessuno" (che non essendo famosi meritano comunque rispetto).

Saturday, July 2, 2011

Il parere di "Rockambula.com"

(ITA - ENG follows)
I GLEAM sono un gruppo bresciano che ruota attorno ad Andrea Salerni e Davide Gozio, le due menti che ci propongono questo album dal titolo esoterico. I dieci brani scorrono senza intoppi, i suoni si alternano equilibrati e i ritornelli ben architettati aumentano il coefficiente di gradevolezza di ogni canzone.


La questione che più mi sento di affrontare nell'analisi di questa band è il suono. So benissimo che i testi e i contenuti meriterebbero delle menzioni ma non riesco a non pensare al tipo di sonorità che i GLEAM tirano fuori. Le canzoni seguono tutte una precisa linea compositiva che si può ben delineare senza il rischio di confondersi. Quello che mi ha confuso maggiormente è la strumentazione e l'uso che se ne è fatto. Questo album potrebbe benissimo riportare una data collocabile all'interno del decennio dei Novanta. Le canzoni non suonano vintage, suonano antiche. I pianoforti, le doppie voci, gli arpeggi tenebrosi, la batteria in 4/4, gli organi hard rock (quelli proprio non li ho digeriti), sono tutti elementi che mi hanno portato a similitudini che di solito non faccio, consapevole del fatto che questa sarebbe la via più facile e divertente per etichettare un gruppo. Potrei dire i Suede più seri e gli Smashing Pumpkins più provinciali, ma forse neanche queste sentenze potrebbero darmi la sicurezza di aver capito le scelte sonore in Lady Psychè.

Monday, May 16, 2011

Il parere di "Sulpalco.com"

GLEAM “Lady Psychè and her Heart Mechanix”
(ITA)
Interessante questo album dei bresciani GLEAM. Decisamente di puro stampo anni ottanta e con sonorità anni novanta. Un rock che racchiude questi due decenni con brani molto curati che scorrono leggeri riportando a band come Cure, Interpool, Placebo, Closer, Joy Division e a volte anche sonorità doorsiane come "Out of sync".

Apprezzabile come questo lavoro pone i singoli brani al centro dell’ascolto e del complessivo lavoro, non perdendosi in surplus di virtuosismi dei singoli strumentisti.

Un ottimo passo per questa band che propone una propria strada artistica non accostandosi a ripercorrere le moderne e banali proposte del mercato discografico, alternandosi in sonorità rock, pop, alternative, indie e blues, il tutto rivisitato in una propria chiave.

Friday, April 22, 2011

Il parere di "Heart of Glass"

-Link all'articolo originale-

Prodotto da: Gleam
Registrato a: Black Bananas Studios


Prendete diverse infatuazioni musicali in diverse epoche stilistiche. Siete capaci di assemblarle in un puzzle sonico, dall’umore lunatico e da una struttura lontana dal classico verse-chorus-verse? Qualunque sia la vostra risposta (ma a questo punto non me può fregar di meno!), provate ad ascoltare un disco che non suona nuovo, e forse non vuole nemmeno esserlo, ma che è abile a cambiare pelle e ritmi in maniera decisa e sensata, anche all’interno della singola sinfonia. I GLEAM sembrano divertirsi a prendere per il culo i recensori di mestiere (quindi non certo me, aha aha!), in quanto non lasciano mai tracce tangibili o chiaramente leggibili di un percorso musicale unico. Tuttavia nulla è abbandonato all’oblio lisergico dell’espansione mentale, e in questo secondo lavoro convivono, quasi sempre in maniera convincente, diversi stili ed originali soluzioni che strizzano l’occhio tanto alla wave paffutella dei primi 80′s, sia al rock dinosauro di metà anni settanta.


Lady Psyché and her Heart Mechanix, può apparire forse un album complesso, ma in realtà l’approccio di costruzione dei brani è istintivo, con mano leggera e semplice a tessere melodie poliglotte. Berber Dance apre le danze con un vocione roco e strozzato come un Tom Waits in acido, contemplativo, emozionante e sgraziato allo stesso tempo. E se musicalmente è un petulante basso a fare da ariete, la fluidità delle chitarre lascia abbastanza soddisfatti; fintantoche la cantilena cupa e sommessa viene rivoltata e ribaltata da un cambio scena -più che di tempo- che mima verso un rock pomposo e colorato alla Toto oserei dire.
Feeling Lazy balza di colpo in un atmosfera non dissimile a quelle dei primi smaliziati U2 (ed accettabili, permettetemi!), con l’aggiunta di un funk ancora imballato e avvolto in naftalina. Tuttavia la creazione del pathos ed dell’atmosfera sembra essere una prerogativa della band, che archiviati questi due primi canonici brani, passa ad una più consapevole prova di forza, annegando la sei corde in fiumi di flanger e delay. Quasi vintage, quasi wave Out of Sync, che lambisce le pareti del pop, senza impiastricciarsi troppo le mani. Sussulto personale per Blond Purslane, parentesi meno ispirata del disco, probabilmente per quello stacco dal secondo trentesimo in cui riconosco echi doorsiani dal retrogusto lascivo.

Le soluzioni musicali non raggiungono mai l’estremo, insomma i Gleam non sono freddi sperimentatori con il pallino dell’analogico, ad ogni modo il loro rock soppravvive, talvolta con soluzioni lineari, talvolta con barlumi di accecante originalità. Tra tutte mi colpisce Sugarless, se non altro per il timbro malinconico e stremato della chitarra, come se i My Bloody Valentine coverizzassero l’hair metal, o altre ballate da macho duro ma sensibile dentro (mumble … mumble!). Da segnalare good vibrations per Frantic touches, lucid dreams nel quale aleggia un fresco pianoforte, in una ballata-concept che strizza l’occhio al british-style.
Album sostanzialmente ben costruito, ma che deve essere preso con l’umore giusto, limato e sfumato in alcuni cambi di ritmo e stile, a volte la sensazione è quella di un trapasso tra la modalità arcade e simulazione…
Suggerimento: assolutamente potenziare le percussioni!

contatti:

Monday, April 11, 2011

Il parere di "Jamyourself.com"


Tra le definizioni della parola gleam che ho trovato su internet, quella che secondo me si avvicina di più allo spirito dei Gleam con il loro "Lady Psyché and her Heart Mechanix" è "bagliore, luce debole", un termine che dà l'idea di incertezza, mistero dovuto al vedo-non vedo, dove le ombre creano strani paesaggi e non rivelano completamente tutto quello che stiamo vedendo.
Questo album secondo me sposa perfettamente questi termini: un rock pacato, un po' sognante, amante delle sonorità di decenni fa, che mai si lascia andare completamente rimanendo sulle sue. Tutti i pezzi seguono questo stile, chi più e chi meno, e dipingono un quadro sonoro decisamente gradevole per gli amanti del genere.
Il pezzo migliore del lotto secondo me è la bellissima "Frantic touches, lucid dreams", differente dagli altri soprattutto per la presenza di più strumenti al di fuori del solito schema basso-chitarra-batteria, e dal tocco di matrice Coldplay che, nonostante la band di Chris Martin la trovi insopportabile, qui non mi spiace affatto.
Il lavoro del duo Andrea Salerni - Davide Gozio è ben fatto e ben realizzato, interessante dal punto di vista musicale senza però niente di particolarmente innovativo al suo interno, cosa che tra l'altro andrebbe un po' a stridere con la loro proposta. Un disco però che secondo me non riuscirà ad essere largamente apprezzato, risulta un po' schiavo di quel rock indie/alternativo un po' introspettivo che male si concilia con le grandi masse e con gli amanti delle produzioni, anche sempre nello stesso filone musicale, un po' più elaborate.

Friday, March 11, 2011

Things that matter vs all the rest


Tread lightly, she is near
Under the snow,
Speak gently, she can hear
The daisies grow.


Sia lieve il passo, ella è vicina
Sotto la neve,
Parla delicatamente, ella può udir
Crescere le margherite.


Oscar Wilde

Thursday, February 17, 2011

GLEAM su "PARMA TODAY"

E' uscito “Lady Psyché and her Heart Mechanix”, il nuovo album dei GLEAM
L'album è composto da 10 canzoni originali. "Si attraversano atmosfere oniriche di paesi nei quali non si è mai stati e atmosfere polverose di paesi che invece abbiamo attraversato". Download gratis da www.gleamstation.com
di Redazione - 16/02/2011



E' uscito il 12 dicembre del 2010 “Lady Psyché and her Heart Mechanix”, il nostro secondo album, composto da 10 canzoni originali che traggono spunto da numerosi viaggi ed esperienze personali. Si attraversano atmosfere oniriche di paesi nei quali non si è mai stati ("Out of sync"), atmosfere polverose di paesi che invece abbiamo attraversato on the road ("Twentynine Palms", "Berber dance"), arrovellamenti mentali senza fine alcuno se non quello della disperazione compulsiva ma ottimista, appoggi semplici di chitarre cartesiane ("Souls of Africa") e grossezza di pensieri sfrontati di basso e cori, autostrade psicologiche raccontate da un libro di "Meccaniche del Cuore". Le canzoni incluse nel nuovo album:

1. Berber dance
2. Feeling lazy
3. Out of sync
4. Blond Purslane
5. Arrogance
6. Frantic touches, lucid dreams
7. Sugarless
8. Souls of Africa
9. Awful voter
10. Twentynine Palms

I punti cardine dell'album si sviluppano in Berber Dance (apertura dell'album) e nella canzoni numero 6 e 7, "Frantic touches, lucid dreams" e "Sugarless". Viene scelta "Sugarless" come video di presentazione dell'album e biglietto da visita dei GLEAM per la sua assenza di struttura classica(una canzone senza ritornello), per i suoi suoni rappresentativi del gruppo, per i suoi repentini cambi d'atmosfera.

Il nostro intero repertorio è in lingua inglese, il timbro è specifico nostro pur non tradendo le influenze alternative/hard/classic/indie rock e blues provenienti da artisti quali U2, Coldplay, Radiohead, Doors tra i principali.

Siamo nati a Brescia nel 2003, la formazione attuale è costituita da un ingegnere (voce, chitarra, piano) e da un commercialista (basso). Nel corso degli anni ci siamo avvalsi delle proficue collaborazioni del co-fondatore Bred’of (batteria), di Bob Pàiza (chitarra) e di Luca (batteria). Dopo anni di tanto energetici quanto inutili concerti nel bresciano (vincitori provinciali dello squallido Emergenza Festival nel 2005) con repertorio cover di musica rock e pezzi propri, abbiamo deciso di proseguire con la nostra produzione di brani originali, perché la musica degli altri è stupenda ma la nostra è nostra e quindi significa di più. Così esce nel 2005 “Lip and Tremble”, il nostro primo album trainato dai pezzi "Seven" e "Once purple". Nel 2007 ci sciogliamo per qualche miliardo di motivi, tutti seri. Torniamo in attività nel 2009 con la formazione attuale, che si avvale del fondamentale contributo di Andrea Perini (batteria) e di Andrea Gipponi (fonico).

Scegliamo la strada del download gratis degli mp3 dei pezzi per chiunque, lasciando a pagamento l’acquisto dei cd. Non siamo fanatici delle dinamiche attuali del mercato musicale, procediamo per la nostra strada con l’unico obbiettivo di poter dar sfogo ad alcune reali emozioni coinvolgendo le emozioni degli ascoltatori. Il resto è matematica.

Per qualsiasi informazione e per il download delle nostre canzoni: www.gleamstation.com