Monday, April 11, 2011

Il parere di "Jamyourself.com"


Tra le definizioni della parola gleam che ho trovato su internet, quella che secondo me si avvicina di più allo spirito dei Gleam con il loro "Lady Psyché and her Heart Mechanix" è "bagliore, luce debole", un termine che dà l'idea di incertezza, mistero dovuto al vedo-non vedo, dove le ombre creano strani paesaggi e non rivelano completamente tutto quello che stiamo vedendo.
Questo album secondo me sposa perfettamente questi termini: un rock pacato, un po' sognante, amante delle sonorità di decenni fa, che mai si lascia andare completamente rimanendo sulle sue. Tutti i pezzi seguono questo stile, chi più e chi meno, e dipingono un quadro sonoro decisamente gradevole per gli amanti del genere.
Il pezzo migliore del lotto secondo me è la bellissima "Frantic touches, lucid dreams", differente dagli altri soprattutto per la presenza di più strumenti al di fuori del solito schema basso-chitarra-batteria, e dal tocco di matrice Coldplay che, nonostante la band di Chris Martin la trovi insopportabile, qui non mi spiace affatto.
Il lavoro del duo Andrea Salerni - Davide Gozio è ben fatto e ben realizzato, interessante dal punto di vista musicale senza però niente di particolarmente innovativo al suo interno, cosa che tra l'altro andrebbe un po' a stridere con la loro proposta. Un disco però che secondo me non riuscirà ad essere largamente apprezzato, risulta un po' schiavo di quel rock indie/alternativo un po' introspettivo che male si concilia con le grandi masse e con gli amanti delle produzioni, anche sempre nello stesso filone musicale, un po' più elaborate.