Wednesday, October 19, 2011

A Lady Psyché review from UK

(ENG - ITA follows)
GLEAM are an interesting duo in their way, swinging from broad pop-rock choruses which wouldn’t be out of place on a U2 or ToTo album (please contain your vomit, chipmunk-like*, in your cheeks for the moment) to Jarvis Cocker mumble-verses, angular Talking Heads-esque breaks, and Zeppelin-like drum-drum-tumbles. (Yes, you can swallow that chunky vomit back down now, save it for another time**).

This Italian duo do their best to make the most out of listening to too much grunge when they were younger. Yet Lady Psyché And Her Heart Mechanix suffers from obligatory soaring vocal movements and a little bit too much of School of Rock’s school of plumbing*** (hint: it involves the kitchen sink). It would be more than enough to shuffle along with a mumble and a whisper and then thunder out the guitar-line.

Stand-out track Blond Purslane is so reminiscent something with a foot firmly in 80’s non-synth-pop; a pleasant respite amongst the attempts of HUGENESS elsewhere on the album. 

It all feels like the songs are strong, but hobbled by production, everything gets a little lost in the chunky mush of noise. Take them out of the studio and put them on a live stage with only a guitar, a drum set and a kazoo and I’m sure we’d have struck gold.

(ITA)
I GLEAM sono un duo interessante a modo loro, oscillante tra ampi ritornelli pop-rock che non risulterebbero fuori luogo in un album degli U2 o dei Toto (si prega di contenere il vomito, tipo Cip & Ciop a bocca piena*, tenetelo nelle guance per il momento) e versi borbottanti alla Jarvis Cocker, stacchi spigolosi stile Talking Heads e capitomboli di batterie alla Zeppelin. (Sì, potete ora ingoiare quel vomito stopposo, tenetelo per un'altra volta**).

Questo duo italiano fa del suo meglio per tirar fuori il massimo dall'ascolto di troppo grunge quando erano più giovani. Eppure, Lady Psyché and her Heart Mechanix soffre di movimenti vocali altissimi e di un po' troppa sovrabbondanza di suoni come se fossero obbligati a rispettare gli standard del rock convenzionale di massa***. Sarebbe più che sufficiente trascinare borbottii e sussurri per un po' e poi fare tuonare il tema di chitarra.

Il brano di spicco Blond Purslane rappresenta una forte reminiscenza di un qualcosa con un piede ben saldo nel non-synth-pop degli anni '80; una piacevole pausa tra tentativi di IMMENSITA' presenti altrove nell'album.

Tutto fa intuire che le canzoni siano forti, ma azzoppate dalla produzione, tutto diventa un po' perso in un ammasso di rumore. Tiratele fuori dallo studio e portatele su un palco dal vivo con solo una chitarra, una batteria e un kazoo e sono sicuro che saranno di grande successo.

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*: Nota di traduzione: L'espressione "Chipmunk-like" non è solamente bella, è sensazionale. Però era difficilissima da tradurre. In poche parole, il "Chipmunk" è lo scoiattolo striato americano e i nostri Cip & Ciop sono esattamente due Chipmunk; l'immagine degli scoiattoli striati a bocca piena con le guance gonfie a rappresentare il vomito trattenuto è veramente da Pulitzer. Questa scelta e il resto della prosa dell'articolo rendono questa recensione una delle meglio scritte che abbiamo ricevuto. Bravi questi inglesi, non a caso il loro paese ha contribuito con quanto di più unico e fondamentale ci sia mai stato nell'ambito della musica moderna.

**: Nota di traduzione: Cazzo, li adoro...

***: Nota di traduzione: Non vi dico il disastro per tradurre questa parte; forse questo punto non era scritto così bene. Abbiamo persino dovuto scomodare il nostro Lyrics Supervisor Bryan dall'Alaska e il suo saggio assistente Zool dall'Iowa... e anche loro erano in difficoltà!