Tuesday, May 7, 2013

Doppia cifra


(ITA - ENG follows)
Dieci anni fa entrava per la prima volta Dave Pàiza nella sala prove dell'I.T.I.S. Castelli; lo aveva scovato il Colo all'università. Era la prima volta che suonavamo noi quattro: Colo, Bob Pàiza, Dave Pàiza ed io.
Fu proprio in quei giorni che iniziò a balenare l'idea di smetterla di suonare pezzi scritti da altri. E fu proprio in quei giorni che ci demmo un nome. Da allora in poi iniziò una di quelle parentesi che contano.

La prima fu Ames, poi Twilight, dopo poco Light brown.
Poi tante altre idee, comparvero persone, qualcuno ci diede una mano, qualcuno no, alcuni ci fecero sinceri complimenti, ci furono concerti, discussioni, set fotografici in siti industriali abbandonati, pagamenti, scadenze, divergenze, illuminazioni, alcuni errori, alcuni giudizi affrettati su canzoni e su persone, serate estreme, ingenuità, soddisfazione, incomprensioni, adrenalina, gioia;
e poi una chiesa di evangelisti africani, la sensazione che si andasse da qualche parte e ci si andasse insieme, un entourage, un benzinaio, una chitarra incredibilmente viola, il compagno Four Roses (io lo odiavo in realtà);
ci fu Tamiris, qualche modella da immortalare, alcune stazioni radio assassinarono ogni (presunta) poesia, alcuni pareri ci montarono la testa, alcuni musicisti partirono poi per un lungo viaggio (forse siderale), alcuni professionisti ci aiutano ancora oggi, qualcuno di noi ha avuto l'intelligenza di ammettere a sé stesso la fine di un'epoca mentre qualcun altro si ostina a tenerla in vita con un polmone d'acciaio malinconico seppur zeppo di idee;
c'è gente che ci regala pareri sproporzionatamente entusiastici, c'è gente che se ne frega totalmente, c'è perfino qualcuno che ci attende, ci sono dei ricordi che vanno al di là del suono e del ritmo, dell'esercizio e della moda, del rock e del nostro periodo bohemien;
abbiamo fatto molti briefing e filmato dei videoclip, sperimentato arnesi musicali ulteriori consci dei nostri limiti, di recente valutato dissonanze, miraggi elettronici, consigli setacciati nel parco senza accademia degli ascoltatori;
ci sono infine stati dei viaggi tanto irripetibili in terre rarefatte che accennarne una breve descrizione fa male ed esalta allo stesso tempo.

Guardo a questi anni con orgoglio.
Con la coscienza di un nuovo traguardo assai prossimo, dalla dogana di ingresso alla nostra Terra Zero, tanti auguri a noi per il nostro decimo compleanno.

(ENG)
Ten years ago Dave Pàiza entered the school rehearsal room for the first time; Colo was the one that recruited him at their university. It was the first time that the four of us played together: Colo, Bob Pàiza, Dave Pàiza and I.
It was actually in those days that the idea of quitting playing songs written by somebody else started to emerge. And it was right in those days that we named ourselves. From then on, a time lapse that does count began.

The first one was Ames, then Twilight, shortly later Light Brown.
Then many other ideas, people appeared, someone gave us a hand, some did not, some offered sincere congratulations, there were concerts, discussions, photo shoots in abandoned industrial sites, payments, deadlines, disagreements, intuitions, some mistakes, some hasty judgments of songs and people, wild nights out, naiveties, satisfaction, misunderstandings, adrenaline, joy;
and then a church of african evangelists, the feeling that you were going somewhere and we were going there together, an entourage, a gas station, an unbelievably purple guitar, comrade Four Roses (I actually hated it);
there was Tamiris, some models to be captured, some radio stations murdered all (supposed) poetry, some opinions went to our head, some musicians left on a long journey (perhaps sidereal), some professional musicians help us even today, some of us have had the intelligence to admit to themselves the end of an era while someone else persists in keeping it alive with a melancholic, yet full of new ideas, iron lung;
there are people who keep on giving us disproportionately enthusiastic opinions, there are people who just don't care at all, there is even someone who awaits us, there are memories that go beyond sound and rhythm, exercise and style, rock music and our bohemian period;
we did a lot of briefings and filmed some movie clips, experimented further music tools aware of our own limitations, recently evaluated dissonances, electronic mirages, advices sifted through the rhetoric-free park of listeners;
finally there were such unique journeys in rarefied lands that just mentioning a brief description hurts and exalts at the same time.

I look back at these years with pride.
With the awareness of a new goal in the very near future, from the customs of admission to our Earth Zero, happy birthday to us for our tenth birthday.