Friday, April 18, 2014

Technological sound of air

Ora presentiamo un'esperienza visiva, che tratta di cielo, mito e amicizia. Uno sguardo aereo dalla prospettiva di un sogno tecnologico ha motivato il nostro esperimento: sposare al volo una canzone. Lei si trova a suo agio, la musica, librata e assistita dal pilotaggio entusiasta di un amico, tra cieli grigi e velocità brillanti. Per gli strani intrecci della vita ci troviamo a disporre di immagini uniche, la loro presentazione dev'essere diretta e semplice: gli effetti speciali no, per favore no. Infatti alla resa di uno dei grandi miracoli dell'uomo, il volo, fonte di epica, occasioni e fobie, non servono abbellimenti. La meraviglia del volo non si può ottimizzare. Grazie a qualche telecamera nel cielo, l'alta definizione e le super produzioni prendono il loro triste posto sulla panchina dei dettagli tecnici, degli equilibrismi economici, delle strategie per vestire di lustrini i vuoti di sceneggiatura. Perfino la musica, mischiata al volo, ne risulta contorno; assolutamente non inutile, ma comunque mai strutturale. È volare che guida, la paura che esalta, l'aria che urla, l'oblio ad ogni soffio, la libertà all'orizzonte, la turbolenza da evitare e la vertigine sotto la pelle. È comprensibile che ci si esalti per il volo, è legittimo esserne terrorizzati. La lucidità di vedere oltre l’aspetto tecnico ha come effetto collaterale la presa di coscienza dell'ovvio naturalistico che è anima di ogni aereo: non dovremmo mai trovarci lì, non siamo biologicamente fatti per lui, che rimane un sogno, un’impresa sublime, è una delle tante questioni contro natura che risultano in miracoli (massimi recipienti di azione contro la natura delle cose).
È con orgoglio (e serena fobia personale) che diamo luce ad un breve e semplice video musicale che accoppia un aereo in volo ad uno dei nostri ultimi brani legato all'aspetto positivo e rincuorante della malinconia.


read in english:

Now we're presenting a visual experience, about skies, myth and friendship. An aerial look from the perspective of a technological dream motivated our experiment: marrying music to flying. Music is at ease, hovered and assisted by the enthusiastic piloting of a friend, in grey skies and brilliant speed. Thanks to the strange twists of life we have the availability of unique images, their presentation should be direct and simple: no special effects, please no. In fact, the yield of one of the great miracles of man, flying, source of epic, opportunities and phobias, doesn't need garnish. You can not optimize the wonder of a flight. Thanks to few cameras in the sky, high definition and super productions take their sad place on the bench of technical details, of juggling economic strategies to dress up poor scripts. Even music, mixed with air, turns into a side dish; absolutely not useless, but never structural. It’s flying that drives, fear that grows exciting, air screaming, oblivion with every breath, liberty at the horizon, turbulence to be avoided and vertigo under the skin. Passion for flying is just so understandable, as well as being terrified by it is plain appropriate. The lucidity to see beyond the technical aspects causes, as a side effect, the awareness of the naturalistic obvious that is the soul of each plane: we should never find us there, we are not biologically made ​​for him, who remains a dream, a sublime enterprise, it’s one of the many issues contrary to nature and resulting in miracles (maximum containers of actions against the nature of things).
It is with pride (and serene personal phobia) that we give birth to a short and simple music video that pairs an airplane in flight to one of our latest songs, tied to the positive and comforting aspect of melancholy.