Tuesday, July 5, 2016

Latitudini Zero


Si stagliano all'orizzonte i nuovi capitoli della nostra cara, vecchia, imperdonabile, Zeroland; questa volta un po' più acida, sentimentale, politica. L'ultima metà del racconto richiede ancora del tempo per essere metabolizzata, discussa e conclusa, ma è ormai quasi qui, la sua struttura è evidente, perlopiù definita.
Da queste latitudini non si vede tutto chiaro, le previsioni lasciano il tempo che trovano; ed è un po' il loro bello. Al di là dei dettagli tecnici, i nuovi cinque capitoli vogliono parlare il più a lungo possibile e senza troppa sintesi; l'abitudine generale alla brevità forzata in tutti gli ambiti quotidiani è quanto meno limitante e alla lunga irritante e quindi tutto ciò che può non essere sintetico ha il dovere di non esserlo.
Si parla solo di cose importanti, non c'è tempo per le cazzate nella musica, quelle lasciamole a chi di tempo ne ha. E il tempo è tutto, è il primo dei nostri idoli e delle nostre limitazioni. In un certo senso è perfino la prima delle libertà: si tentano idee musicali senza alcun tipo di vincolo, le si fa riposare lasciandole maturare per mesi.
Ad oggi questo nuovo album è un amore al suo inizio, quando ci sono da poco stati i primi baci. C'è entusiasmo, lo ammetto. Le bozze sono in stato avanzato, il traguardo ormai esiste, ancora non prossimo, ma non lo si può più negare. 
Tigri, imperatori, finanza, città nord europee, televisione, sondaggi elettorali, provincia selvaggia, bombardamenti alleati, antiche navigazioni: queste saranno alcune delle tappe verso la seconda e ultima esplorazione della Terra Zero.

Wednesday, April 27, 2016

Híbrido sonoro

Di seguito riportiamo l'intervista pubblicata su un blog brasiliano che ha trattato positivamente il nostro Zeroland (Part I), ecco la traduzione dell'introduzione:
Italian: Immaginate l'incontro tra Radiohead, Vangelis e Pink Floyd. Questa fusione di suoni è in pratica ciò che può servire per comprendere il duo italiano GLEAM. L'ascolto del loro ultimo lavoro "Zeroland (Part 1) è un viaggio stravagante che rievoca in più occasioni i gruppi citati all'inizio. In principio le sonorità appaiono audaci e inusuali ma mano a mano che Zeroland scorre, l'insieme acquisisce coerenza. I GLEAM sono riusciti a compiere l'impresa di portare il prog rock verso l'indie rock trasformandolo, molto interessante.
Segue intervista completa su "The blog that celebrates itself"

English: Imagine the meeting between Radiohead, Vangelis and Pink Floyd. This fusion of sounds is basically what can be used to understand the Italian duo GLEAM. Listening to their latest work "Zeroland (Part 1)" is a whimsical journey that recalls in several occasions the groups mentioned at the beginning. At first the sounds appear bold and unusual but as Zeroland gradually flows, the whole thing acquires consistency. GLEAM were able to accomplish the challenge of bringing prog rock towards indie rock, transforming it, very interesting.
Complete interview follows on "The blog that celebrates itself"